I nove errori più comuni delle aziende sui social network

martedì 05 settembre 2017 / Scritto in Social network
I nove errori più comuni delle aziende sui social network

Secondo dati recenti, 3 imprese italiane su 4 usano i social per comunicare con clienti e potenziali clienti, chiudendo sempre di più il gap tra piccole/medie imprese e grandi aziende.
Tra i canali più utilizzati, l’immancabile Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram.

Eppure…quante volte visitiamo la pagina Facebook di un’azienda e l’ultimo post che vediamo risale a un anno fa? Quante volte il canale Youtube è completamente vuoto o sul profilo Twitter ci sono solo repost di altri utenti?
Capita spesso di sentire che le aziende decidono di andare sui social “perché oggi si fa così”, “per farsi conoscere”, “per aumentare le vendite”.
Manca, insomma, una pianificazione, condizione aggravata dal fatto che, spesso, la gestione viene affidata a persone senza la competenza necessaria perché “stare sui social è facile, che ci vuole?”.
Ed è con questi presupposti che si dà il via a una sequela di mosse controproducenti o, comunque, destinate a non dare risultati.

Ma quali sono i principali errori delle aziende sui social network? Ecco i più comuni.

1) Il cugino
L’incubo di ogni social media manager che si rispetti è “il cugino”, simbolo di tutte le persone impreparate che si trovano a gestire la presenza aziendale sui social.
Meglio affidarsi a dei professionisti o a un’agenzia in grado di sfruttare al meglio le opportunità offerte dai mezzi di comunicazione online.

2) Troppi profili, nessun profilo
Facebook, LinkedIn, Twitter, Google +, Snapchat, Instagram e chi più ne ha più ne metta: sei sicuro che essere presente su tutti i social sia utile alla tua azienda? Più sono i profili, maggiore è l’impegno richiesto per aggiornarli tutti, e ognuno secondo il proprio linguaggio.
A volte, less is more: seleziona due/tre social e concentrati su di essi, i risultati saranno senza dubbio migliori.

3) Parlare a tutti nello stesso modo
Prassi sbagliata molto diffusa è proporre lo stesso post senza modifiche su tutti i social. Ogni pubblico e ogni canale ha il suo linguaggio, che un bravo social media manager deve conoscere per creare engagement e aumentare la brand awareness aziendale.
E, a proposito di linguaggio, evita la pioggia di hashtag che rendono illeggibili i post e confondono gli utenti. Selezionane due o tre: vedrai che i tuoi post ne guadagneranno.

4) Persone vs. Pagine
Su Facebook sono numerosi i casi di aziende che, invece di aprire un profilo aziendale, ne aprono uno personale, con tutti gli svantaggi e le limitazioni che ne derivano. Per approfondire, leggi l’articolo che abbiamo pubblicato qualche tempo fa.

5) Nessun piano editoriale
Come dicevamo all’inizio, ci sono profili social che non vengono aggiornati da anni, con conseguente danno d’immagine aziendale. Di solito il problema è la mancanza di una strategia e di un piano editoriale. Affidandosi a dei professionisti e non a dei “cugini” improvvisati, l’azienda può contare sulla regolare pubblicazione di post studiati per coinvolgere i follower, offrire contenuti utili e presentare i prodotti/servizi offerti.

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6) Con i social non si paga
La leggenda metropolitana secondo cui sui social “si diventa famosi” e “si aumentano le vendite senza pagare nulla” è, appunto, una leggenda metropolitana. Anche le attività social, come ogni azione di marketing, richiedono l’investimento di un budget da allocare per l’adv, la consulenza dell’agenzia di comunicazione etc.

7) L’importanza illusoria dei like
La tua pagina ha migliaia di like: complimenti! Ma, a livello di interazione con i follower, come sono le performance? Quante sono le condivisioni, le reazioni, i commenti, le richieste di contatto e, soprattutto, le conversioni?
Tutti abbiamo dato un like a pagine di cui non ricordiamo neanche l’esistenza e con le quali non abbiamo mai interagito. Quindi, non c’è un vantaggio né per noi né per le aziende proprietarie di quelle pagine.

8) Solo tu tutto il tempo
Anche i follower più assidui si stancheranno di seguire i tuoi profili aziendali se pubblicherai solo post autocelebrativi dei tuoi prodotti/servizi.
Proprio perché si chiamano “social” dev’esserci un’interazione tra te e chi segue la tua pagina. Il post di prodotto ci sta; deve però essere alternato a post utili e interessanti per i follower, anche per stimolare la conversazione e la condivisione.
Inoltre, sui social la parola da usare è “noi”, non “io”: interagisci mettendo sempre al primo posto i follower e rispondendo a ogni possibile domanda.

9) Ignorare i follower e i commenti negativi
Non rispondere ai messaggi privati o farlo dopo settimane, ignorare i commenti, non interagire: sono tutte prassi da evitare sui social.
In particolare, bisogna sempre rispondere a eventuali recensioni o commenti negativi: nasconderli o, peggio, cancellarli avrà il solo risultato di far passare la tua azienda dalla parte del torto. Anche se è difficile, prova a considerare i feedback negativi come un’occasione: puoi intavolare una discussione costruttiva, far cambiare idea al cliente insoddisfatto e, soprattutto, eviterai che gli altri utenti facciano partire un fire legato a come hai gestito (o non gestito) la situazione.
L’immagine aziendale è tutto: sempre meglio affrontare i problemi prima che sfuggano di mano.

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