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Biophilic design, il nuovo modo di legarsi alla natura
05/04/2018 Biophilic design, il nuovo modo di legarsi alla natura

Biophilic design, il nuovo modo di legarsi alla natura

05 aprile 2018

Biophilic design: oltre il green building

Il termine “biofilico” significa letteralmente “che ama la vita”.
La biofilia è una tendenza innata nell’uomo, espressa fin dall’antichità nell’integrazione tra architettura, design e natura, elemento vitale per eccellenza.
Integrazione che, come confermano gli studi, è positiva per l’essere umano, che ne beneficia a livello emotivo e psicologico perché allevia sensazioni di isolamento, tensione, apatia.

Il biophilic design, quindi, è un modo innovativo di pensare e progettare gli ambienti in cui viviamo per costruire spazi che integrano dato umano e naturale, ai poli opposti dei casermoni in vetro e cemento che per decenni hanno impoverito il panorama urbano.
Si tratta anche di un passo in più rispetto al green building, che ha ridotto l’impatto umano sull’ambiente ma non sempre è riuscito a riconnetterci alla natura. I principi del green building, infatti, sottolineano la responsabilità dell’uomo verso l’ambiente attraverso l’uso di risorse sostenibili. Questi elementi sono presenti nel biophilic design, ma il focus si sposta sul benessere dell’uomo che si trova a utilizzare determinati spazi (abitazioni, workspace, scuole ecc).

E, se la natura non può essere presente, anche elementi ad essa ispirati possono portare notevoli benefici: ad esempio, forme organiche e non geometriche, materiali come legno e pietra, una palette di azzurri, bruni e verdi che richiamano l’acqua, il cielo, la terra e gli alberi.


Alcuni esempi di biophilic design

Copenhagen Islands, porto di Copenhagen
L’architetto australiano Marshall Blecher e il designer danese Magnus Maarbjerg hanno unito la loro creatività per progettare, nel porto di Copenhagen, un’isola artificiale di venti metri quadri con tanto di albero di tiglio.
Si tratta del prototipo di un progetto più grande, “Copenhagen Islands”, una serie di isolotti galleggianti che hanno l’obiettivo di “democratizzare l’acqua”.
L’idea è creare degli spazi pubblici mobili di cui le persone possano liberamente appropriarsi: le isole, infatti, potranno essere unite per ospitare festival, mostre, concerti ed essere nuovamente separate al termine degli eventi.
Se il progetto di Blecher e Maarbjerg sarà portato a termine, nel porto di Copenhagen si troveranno a galleggiare anche giardini, punti ristoro e addirittura una sauna, tutti liberamente accessibili al pubblico.

Copenaghen islands, un esempio di biofilia

floating islands nel porto di copenhagen, esempio di biophilic design

Morris Arboretum, Philadelphia
Un luogo in cui studiare la natura, all’interno della natura: nel Morris Arboretum di Philadelphia si trova “Out on a limb”, una serie di percorsi collegati e sopraelevati all’interno della foresta.
Uno dei punti preferiti dei visitatori è “Squirrel Scramble”, una rete a 20 metri da terra dove rilassarsi o giocare sotto i rami degli alberi che offre il brivido di essere quasi sospesi nel vuoto.
Un esempio di green building con fini educativi che offre un’esperienza coinvolgente ed emozionante.

morris arboretum: architettura e biofilia

passaggi sospesi del morris arboretum

Studio di architettura Selgas Cano, Madrid
Un esempio di ufficio letteralmente immerso nella natura: parte dello studio Selgas Cano, infatti, è “affondata” nel terreno.
La struttura si sviluppa in orizzontale per massimizzare l’ingresso di luce naturale e la vista sulla natura circostante. Una delle estremità dello studio può essere aperta per consentire una ventilazione naturale, mentre il terreno mantiene fresca la struttura nei mesi estivi, rendendo superfluo l’uso dell’aria condizionata.

studio selgas cano, esempio di biophilic design

studio di architettura selgas cano e biofilia

Studio di architettura Airmas Asri, Jakarta
Gli studi di architettura sono sempre più spesso progettati secondo i principi del biophilic design: ne è un esempio la sede dello studio Airmas Asri di Jakarta.
Con l’obiettivo offrire ai suoi collaboratori un’oasi di tranquillità all’interno del frenetico centro cittadino, lo studio ha scelto di ricoprire di vegetazione 1.300 metri quadrati di superfici esterne e interne.
Questo, associato alla luce naturale e alla presenza di piani vuoti, crea un microclima interno che favorisce la naturale circolazione dell’aria.

studio airmas asri, esempio di biophilic design

studio airmas asri e biofilia

Bosco Verticale, Milano
E in Italia? Uno dei più famosi esempi di biophilic design è il Bosco Verticale di Milano, ai confini del quartiere Isola.
Le due torri, progettate da Boeri Studio, ospitano 800 alberi, quasi 5.000 arbusti e 15.000 piante distribuite in base alla relazione delle facciate con il sole. La presenza di questa cortina di verde aiuta a creare un microclima che produce umidità e ossigeno, assorbe anidride carbonica e polveri sottili.
Se distribuito in orizzontale, tutto il verde del Bosco Verticale occuperebbe uno spazio di 20.000 metri quadri.

lle due torri del bosco verticale di milano

il bosco verticale di milano, un esempio di biofilia

The Outside-In House, Londra
Nel gennaio 2017, una grigia facciata nel quartiere di Clerkenwell è stata “illuminata” da una porta dipinta nel brillante colore PANTONE 15-0343, conosciuto anche come “Greenery” (vegetazione).
Aperta la porta, il visitatore si ritrovava in “The Outside-In House”, esempio di biofilia prenotabile per sole tre notti tramite Airbnb.
Tra le varie stanze, un ingresso/bosco con felci, alberi e muschi, una sala da pranzo/serra, una camera da letto con siepi e piante soporifere, un bagno stile “foresta pluviale”, una cucina dove coltivare verdure ed erbe aromatiche.

“The Outside-In House” non è stato solo un brillante strumento di marketing per promuovere Pantone e Airbnb, ma anche una testimonianza della ricerca di soluzioni per soddisfare il bisogno di natura presente in ognuno di noi
Infatti, come ha detto Leatrice Eiseman, direttrice esecutiva del Pantone Color Institute, “Greenery simbolizza la connessione che cerchiamo con la natura e con gli altri”.

l'ingresso di the outside in house, esempio di biofilia a londra

the outside in house, biofilia a londra

bagno di the outside in house a londra


Biophilic design, advertising e comunicazione
“The Outside-In House” apre una domanda interessante: la tendenza verso la biofilia in architettura può trovare applicazione anche nel campo dell’advertising?
I brand potrebbero aprire nuove strade di comunicazione con un pubblico sempre più affamato di natura attraverso azioni come quelle di Pantone/Airbnb?
I professionisti del marketing potrebbero trasferire l’effetto benefico della natura in azioni di permanent storydoing, tendenza che prevede un coinvolgimento attivo del pubblico nelle attività del brand?
Terremo un occhio aperto sulle prossime novità!